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Turismo e beni culturali

I beni culturali, sono, finalmente, all’attenzione del paese. Il ministro Franceschini sta facendo un grande investimento di iniziative – non sempre di fondi – per centrare l’attenzione sull’importanza dei beni culturali in un paese come l’Italia  che sui beni culturali costruisce la propria identità. Non dimentichiamo infatti che l’essere italiano è stato per secoli non un elemento politico e storico, ma soltanto un fattore culturale: esisteva una pittura italiana, una letteratura italiana, un’architettura italiana senza uno Stato Italiano. Non c’è nel nostro paese un senso identitario legato a fattori politici molto forti o a eventi riconosciuti: anche il Risorgimento e la Resistenza, gli unici nostri miti fondativi, sono molto contestati da una parte dell’opinione pubblica, oltre che recenti. Quindi i beni culturali, oltre che essere presenti nel nostro paese in modo così significativo e diffuso, sono l’unico vero e riconosciuto elemento di identità nazionale.

La promozione dei beni culturali, in questa ottica, è un problema strategico, ma va considerata insieme alla tutela, e invece molto spesso i due termini sono dimenticati, anzi si pensa più alla promozione che alla valorizzazione. Questo termine indica un processo che punta sì alla evidenza pubblica del bene, alla sua giusta comunicazione, ma la valorizzazione è legata indissolubilmente alla tutela, non è un aspetto separabile: solo la conoscenza del bene, il suo rispetto integrale – anche dal punto di vista comunicativo – può portare alla sua valorizzazione. La promozione invece è un’altra cosa: c’è un bene e bisogna pensare a come renderlo vendibile. Ebbene l’impressione è che in Italia ormai si punti più alla promozione, tutta in chiave turistica, peraltro, che alla valorizzazione. Beni culturali e turismo diventano fattori collegati indissolubilmente, e questo è un errore, perché i beni, non tutelati, perdono valore, anche dal punto di vista comunicativo. Se nella promozione, si perde il senso del bene, si smarrisce il suo valore culturale, il bene perde anche valore attrattivo. Fare promozione è necessario, ma ci sono beni che vanno protetti, sia dal punto di vista materiale, evitando che si deteriorino, sia da quello immateriale, evitando che perdano senso. Se uso un bene culturale come scenario per un evento mondano, per una cerimonia privata, per un evento commerciale, sto consumando il valore del bene. Su questo ci sembra che il ministro Franceschini non ponga la dovuta attenzione.