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La coppa del mondo di Rugby

Nel mese di settembre si svolgerà in Inghilterra il terzo appuntamento sportivo mediaticamente più importante: la coppa del mondo di Rugby. Dopo i Mondiali di Calcio e le Olimpiadi, questo è infatti l’evento sportivo che attira più interesse tra gli spettatori televisivi, ed è quello che dunque raccoglie interesse mediatico e aziendale molto forte.

Il rugby non è diffuso omogeneamente come il calcio, e non coinvolge gli Usa, che hanno il loro football, che deriva dal baseball, ma che è presente in modo significativo solo da loro. Eppure si tratta di uno sport che riguarda tutte le parti del mondo, con la presenza prevalente dell’emisfero Sud e in particolare dell’Oceania, continente non particolarmente presente negli altri sport e in particolare in quelli di squadra. Tutti conoscono l’abilità della Nuova Zelanda, i famosi All Blacks, e della loro danza di guerra che eseguono prima di ogni partita. Gli All Blacks sono i campioni uscenti e i favoriti anche quest’anno, pur se i loro risultati sono sempre stati al di sotto delle attese nella Coppa del Mondo, non riuscendo a vincere se no nelle due occasioni in cui si è giocato da loro. C’è poi l’Australia tra le più forti, ma anche le isole Samoa sono un cliente difficile, a indicare appunto la forza di un continente.  Tra le grandi dell’emisfero Sud c’è poi il Sudafrica, in uno sport tradizionalmente dei bianchi, ma che il presidente Mandela trasformò in sport nazionale come ricorda il bel film Invictus, dedicato appunto alla vittoria del Sudafrica nella Coppa del Mondo disputata lì.

Ci sono poi le squadre europee, e in particolare quelle delle isole britanniche, tutte e quattro forti, compreso il Galles che negli ultimi anni ha espresso un rugby spettacolare e efficace. C’è poi la Francia, capace più volte di arrivare in finale, ma mai di vincere: la sola Inghilterra ha vinto in rappresentanza dell’emisfero settentrionale. E per confermare il dominio del Sud del mondo, la nazionale più forte del continente americano è l’Argentina: i pumas (come vengono chiamati i giocatori bianco-azzurri) sono clienti temibili per tutti.

L’Italia non riesce a superare la mediocrità: prima tra le ultime e ultima tra le prime. Sarà questa la volta buona per superare almeno un turno?