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Carpfishing, un bellissimo sport

La tecnica del carpfishing fa parte della disciplina della pesca sportiva. Come dice il nome stesso, questa tecnica consiste nel pescare carpe e altri ciprinidi simili.

Il carpfishing viene eseguito nel massimo rispetto dell’animale e dell’ambiente: infatti il carpista, colui che pesca le carpe, utilizza sia per l’abbigliamento sia per l’attrezzatura dei colori mimetici e tenui che non disturbino l’ambiente circostante e la carpa viene liberata poco dopo la cattura.
Normalmente le battute di carpfishing non durano qualche ora, bensì giorni interi, per questo motivo è necessario avere l’attrezzatura giusta per accamparsi in riva al fiume o al lago. Di conseguenza il campeggio è fondamentale in questa disciplina e sono tra di loro complementari.
Questo tipo di pesca inoltre non danneggia la carpa che viene catturata: l’esca è collegata all’amo tramite un filo molto sottile e questo fa sì che l’amo, rimasto scoperto, non danneggi gravemente la bocca ma che si agganci al labbro inferiore. Il pesce non sente particolare dolore e non riceve grossi danni in quanto il labbro inferiore è una parte cartilaginea.

Come esca si può utilizzare il mais o le boilies: si trattano di inneschi a forma di sfera composti da diversi tipi di farine. Questi vengono poi fatti bollire a seguito di un’impastatura con uova.
Come attrezzatura principale del carpfishing si trova la canna, che per iniziare può andare bene una da 30 euro; il mulinello, anche questo da 30 euro; del filo dello 0.35; dei piombi, degli ami e una girella e infine gli accessori vari.

Il mulinello è un dispositivo meccanico che permette di riavvolgere il filo della canna con l’aiuto di una manovella. Dato che le carpe sono pesci che vivono molto in profondità nelle acque, è preferibile acquistare un mulinello che abbia una bobina molto grande.
Il piombo permette si eseguire i lanci e di raggiungere zone lontane dal carpista, inoltre grazie ai diversi pensi è possibile raggiungere profondità diverse.

Le tipologie di ami sono tantissime e molto diverse tra loro: bisogna stare attenti con la scelta dell’amo perché sarà lui a determinare l’esito della pesca alla carpa. Bisogna inoltre stare attenti a scegliere un amo che non danneggi la carpa.

La girella è un piccolo attrezzo di metallo composto da due anelli uniti tra loro da un piccolo cilindro. È spesso poco considerata, ma la sua principale funzione è quella di impedire al filo di nylon di piegarsi e di migliorare il movimento della montatura.

Una volta che si cattura il pesce dev’essere riposto su una superficie dove non possa farsi male. Normalmente viene utilizzato il materassino, il quale attutisce eventuali colpi dopo aver poggiato il pesce sul suolo. Il materassino può tenere non più di un pesce alla volta, inoltre va tenuto steso su un fianco.

Più è rapida la procedura fuori dall’acqua e meno si arrecano sofferenze alla carpa: si sfila l’amo dal labbro dalla carpa e si fa rapidamente la foto. Bisogna stare attenti nel caso si vuole prendere in braccio il pesce, in quanto agitandosi può scivolare e cadere a terra, facendosi male.
Anche al rilascio bisogna essere molto delicati, si fa infatti scivolare la carpa sulla superficie dell’acqua evitando accuratamente di lanciarla, in quanto può subire danni.