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Separazione

Separazione consensuale: tempi e modalità

L’Italia è un Paese dove ci si separa sempre di più. Lo dicono le statistiche: l’Istat rileva che è cresciuta del 3% circa la percentuale di separazioni in Italia. Identificate dagli psicologici come i momenti più traumatici della vita di una persona, le separazioni portano con sè un carico di recriminazioni, lotte di potere e infiniti patteggiamenti, ancor di più quando si hanno figli.

Dopo gli innumerevoli casi di mariti costretti a vivere in automobili, o ritornati preso la casa genitoriale poiché incapaci economicamente di avere un proprio immobile a causa del cospicuo assegno da versare all’altro coniuge, la giurisprudenza in materia di separazione e divorzio ha cambiato alcune norme, apportando modifiche consistenti in materia economica soprattutto.

Inoltre, la legge n.55 del 6 maggio 2015 consente di poter richiedere il divorzio breve appena dopo sei mesi dalla separazione consensuale, consentendo così celermente a entrambi i coniugi, di rifarsi una vita. Infatti in Italia, a tutt’oggi, non è ancora possibile divorziare direttamente, bisogna per forza passare prima da un periodo di separazione.

Ma se prima anche per una separazione consensuale i tempi si allungavano ed erano pari a quelle non consensuali, ora le cose sono cambiate. Con il D.L. 132/2914 e la legge di conversione n.162/2014, non è più necessario dover andare in Tribunale anche per una separazione consensuale. Sarà possibile quindi accelerare i tempi e risparmiare notevolmente sui costi.

Infatti basterà una negoziazione assistita davanti a un avvocato o a un ufficiale di stato civile. Si può richiedere tale procedimento esclusivamente se i coniugi si trovano d’accordo sulle condizioni di separazione: assegno di mantenimento figlio e coniuge, divisione dei beni, volontà di cessare il matrimonio. Anche le coppie che hanno un figlio minorenne o portatore d’handicap a carico possono richiedere questo procedimento.

Basterà recarsi da un avvocato e, dettate le condizioni, entrambi i coniugi firmeranno un accordo tra le parti che l’avvocato stesso invierà al Comune di residenza dove è stato celebrato o iscritto il matrimonio entro dieci giorni. Qualora invece, ci si rivolgesse a un ufficiale di stato, non sarebbe possibile effettuare patti di trasferimento patrimoniale.

Queste nuove disposizioni hanno ridotto notevolmente i tempi di separazione, ma anche le condizioni economiche, poiché in caso di separazione consensuale fatta con questo procedimento, non sarà più necessario pagare l’imposta di bollo e quella di registro, così come ogni altro procedimento giudiziario.

Le condizioni stabilite possono essere sempre modificate, basterà stipulare un nuovo accordo, e porre in essere condizioni oggettive (come precarie condizioni economiche, sopravvenuto licenziamento, sfratto, ecc… ) o soggettive (condizioni di salute). Inoltre, se i coniugi si ritrovano a coabitare sotto lo stesso tetto di nuovo, oppure riprenderanno abitualmente a frequentarsi, potranno annullare la separazione immediatamente.

È possibile effettuare una separazione consensuale anche in tempi più lunghi, attraverso il ricorso presentato presso la Cancelleria del Tribunale. In esso vi sono contenuti i termini degli accordi presi dai coniugi. Dopo cinque giorni dal ricevimento il Tribunale fissa la data dell’udienza nella quale ascolterà i coniugi ed eventualmente accetterà la separazione.